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SONNY LANDRETH band
Concerti
BIOGRAFIA ''Se c'è qualcuno in grado di far suonare una chitarra con le medesime vibrazioni, intensità e struggimento che può produrre una voce umana questo à Sonny Landreth''. Jerry Douglas
Nato e cresciuto tra Mississippi e Louisiana, Landreth si dedica diversi anni alla tromba, prima di scoprire lo strumento di cui diventerà un virtuoso. La sua prima ispirazione è Scotty Moore, chitarrista di Elvis Presley, e le registrazioni di musicisti e gruppi come Chet Atkins e I Ventures. Inizia a suonare con un gruppo di amici, che si fa le ossa provando in casa: “ci sbattevano da una casa all’altra - ricorda Sonny - come in un ping pong. Inizialmente tutti pensavano fossimo pessimi. Poi migliorammo e diventammo abbastanza bravi. E’ un processo evolutivo, come lo scrivere canzoni” Dopo il primo ingaggio professionale col fisarmonicista zydeco Clifton Chenier negli anni 70, in tour con i Red Beans & Rice Revue, a suo agio in mezzo a tanta black music, Landreth inizia a concentrarsi anche su una propria carriera solista, specialmente dopo i primi due album per l’etichetta Blues Unlimited, “Blues Attack” del 1981 e “Way Down in Louisiana” del 1985, che venne notato da alcuni discografici a Nashville, che poi contribuirono alla sua importante collaborazione con John Hiatt, sia discografica che in diversi concerti. Dopo Hiatt, molte sono le collaborazioni di Sonny, session-man richiestissimo, con altri musicisti: John Mayall, Elliot Murphy, Kenny Loggins, Jimmy Buffet, Clarence Brown, Marcia Ball e molti altri. Nel 1995 collabora con il pianista di New Orleans, Alain Toussaint, e il chitarrista dei Dire Straits Mark Knopfler, e fa uscire “South of I-10”, che insieme al precedente “Outward Bound” del 1992, entrambi per l’etichetta Zoo Entertainment, mostrano già uno stile di chitarra maturo ed originale, un mix unico di slide melodica e fingerpicking country blues, che si uniscono in un sound ricco, complesso e denso, come nella tradizione Southern: uno stile di suonare personale e poco ortodosso, che è divenuto il vero marchio di fabbrica delle performance dal vivo di Sonny, insieme alla mescolanza di blues con le sonorità cajun e zydeco della sua terra. Infatti già dai primi album e in misura crescente nei successivi, emergono i suoni e le suggestioni della Louisiana del Sud, ed un “sense of place” molto forte, come in molte delle sue composizioni, che Landreth dice molto influenzate anche da scrittori come William Faulkner. Il rapporto profondo tra poesia, letteratura e musica blues è qualcosa da cui Landreth è sempre stato molto affascinato. Altro faro ispiratore di Landreth, in campo chitarristico e musicale, è invece uno dei più importanti bluesman e musicisti del 900, Robert Johnson, una figura fondamentale per il blue –rock, con radici profonde nell’America rurale: “Quando scoprii Johnson -dice Sonny- tutto si fece chiaro”. Oltre che dei già citati Chenier e Johnson, nella sua musica si ritrovano influenze anche di anche Muddy Waters, Django Reinhardt, in un mix di suggestioni diverse. Da segnalare tra i suoi album: “Levee Town” del 2000 e i suoi capolavori, “The road we’re on” del 2003 e l’album dal vivo “Grant Street” del 2005, entrambi per la Sugar Hill, mentre “From the Reach” del 2009 e “Leeve Town- Expanded edition” del 2009 per la Landfall Records. HOMEPAGEwww.sonnylandreth.com |
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