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Alan Parsons
Alan Parsons torna per regalarci con le sue live-performance l'opportunità di assistere ad uno spettacolo coinvolgente e da brividi che sta entusiasmando il pubblico di tutto il mondo. Un tour de force iniziato all'indomani dell'uscita del suo ultimo album "A Valid Path", lavoro celebrato dalla critica per la densità delle percussioni poli-ritmiche e per gli assoli libranti della chitarra di David Gilmour (Pink Floyd). Nelle esibizioni dal vivo, oltre ai brani di questo ultimo cd, Alan Parsons ripropone gli storici I Robot, Eye In The Sky, Luciferama, solo per citarne alcuni. La band che lo accompagna è composta da musicisti di indiscutibile talento: Godfrey Townsend alla chitarra (notevoli le sue collaborazioni con Jack Bruce e John Entwistle), Steve Murphy alla batteria, John Montagna al basso, Manny Focazzaro alle tastiere e PJ Olsson lead vocal.

Biografia
Alan Parsons inizia in tenera età a suonare la chitarra, il piano e il flauto. Inizialmente non immagina di intraprendere la carriera di musicista e compositore: una volta finita la scuola, lavora in un laboratorio di ricerche per lo sviluppo delle telecamere, passando al reparto di produzione di nastri magnetici. Qui comincia a sviluppare il suo interesse per l'alta fedeltà, unito alla passione per la musica. E' proprio l'ascolto di "Revolver", album dei Beatles, la scintilla che lo spinge a scrivere una lettera al responsabile degli studi di Abbey Road. Presto, sarebbero nate le prime importanti collaborazioni come sound engineering, in "Abbey Road" (1969) e "Let It Be" (1970), gli ultimi album dei Fab Four.

Buona dose della sua fama però Parsons la deve a "Dark Side Of The Moon", bestseller e capolavoro dei Pink Floyd, in cui il sui lavoro lascia un'impronta decisiva che contribuisce al successo del disco. La svolta avviene però con l'incontro di Eric Wollfson, collaboratore di Andrew Loog Oldham, già produttore dei Rolling Stones. Ai due si aggiunge Andrei Powell, il produttore dei primi due album di Kate Bush, nonché già direttore della Philarmonia Orchestra e autore della colonna sonora di "Ladyhawke", di Richard Donner. E' da tale sodalizio che nasce The Alan Parsons Project, in cui Powell indossa le vesti di arrangiatore, mentre Woolfson e Parsons si dedicano alle composizioni. Parsons fungerà anche da produttore artistico e ingegnere del suono e, come Woolfson, suonerà diversi strumenti. Al trio si aggiunge uno stuolo di vocalist, diversi turnisti, come il chitarrista Ian Bairnson e il bassista e cantante David Paton, il quale aveva già suonato con Elton John e aveva militato nei Pilot. Con tale sorta di equipe, si avvia una fervida produzione di concept album musicalmente eterogenei, composti da brani strumentali realizzati con un massiccio impiego di tecnologie avanzate, e da canzoni radiofoniche, spesso melodiche e sentimentali.

Nel 1976, dopo due anni di elaborazione, viene pubblicato il disco d'esordio dell'ensemble, Tales Of Mistery And Imagination Edgar Allan Poe, ispirato ai racconti e alla vita del maestro del gotico americano. "A Dream Within A Dream", con la voce narrante di Orson Welles che afferma: "Tutto ciò che vediamo o appariamo non è altro che un sogno all'interno di un sogno". Il successivo I Robot (1997), ispirato all'omonimo romanzo di Isaac Asimov, allude alla robotizzazione della società connessa all'incessante progresso scientifico, assume un carattere quasi futuristico, con un alto utilizzo dei sintetizzatori. I Robot fissa un nuovo standard di musica elettronica, più cupo e gotico di quello di Jean-Michel Jarre, ma ugualmente melodico e accattivante.

Tra il settembre 1977 e il febbraio 1978, viene registrato Pyramid, che presenta un'atmosfera meno gelida e inquietante del lavoro precedente. Dopo il successo di Pyramid, Parsons si trasferisce a Monaco per la realizzazione del lavoro successivo: Eve. Il titolo si riferisce alla prima donna, simbolo dell'intero genere femminile, ma pullula di infauste predizioni di un'apocalisse prossima ventura. E' l'album in cui per la prima volta nella produzione di Parsons compaiono vocalist femminili: Lesile Duncan canta in "If I Could Change Your Mind", una tenera e malinconica canzone d'amore, mentre "Don't Look Back" è affidata a Clare Torry, divenuta famosa per la sua straordinaria interpretazione in "The Great Gig In The Sky", contenuta nel già citato "Dark Side Of The Moon". Eve presenta molti di quei tratti innovativi che connotano buona parte della produzione di Alan Parsons.

La permanenza a Monaco ispira il concepimento di The Turn Of A Friendly Card, pubblicato nel 1980. Si tratta di una sorta di concept-album sul vizio del gioco, sulle sue implicazioni e conseguenze Alla fine del 1981, Parsons & company decidono di tornare ad Abbey Road per la realizzazione dell'album che avrebbe garantito loro il massimo successo commerciale: Eye In The Sky. Pubblicato nel giugno del 1982, il disco ottiene ottimi riscontri sia di pubblico sia di critica, aggiudicandosi il disco di platino. Assecondando il suo spirito più "romantico", Parsons traduce sensazioni e stati d'animo in musica, donando anche una più intensa profondità ai testi, velati da un'impronta metafisica e introspettiva.

Sulla stessa falsariga, sia nelle melodie che nelle armonie, è la title track di Ammonia Avenue, disco del 1984 che condanna il claustrofobico dominio della moderna società industriale. L'album conquista il disco d'oro e segna un ulteriore passo in avanti quantomeno per ciò che concerne la solidità melodica. Nello stesso anno, tra maggio e luglio, Alan Parsons si dedica alla registrazione di Vulture Culture, al quale non partecipa Andrew Powell, poiché impegnato nella colonna sonora del film "Ladyhawke". Nonostante ciò, l'album, che assume un carattere più marcatamente pop rispetto al passato, si mantiene su livelli accettabili.

Il successivo Stereotomy (1985) vede il ritorno di John Miles, che canta nella title track. Benché contenga perle come la romantica "Limelight", cantata da Gary Brooker dei Procol Harum, e tratti argomenti fascinosamente riflessivi, come l'introspezione religiosa in "Light Of The World", l'album non suscita quel coinvolgente trasporto emotivo che aveva contraddistinto i precedenti album di Parsons. Anche Gaudi, uscito nel 1987, è ben lontano dalle forti emozioni di Eye In The Sky e The Turn Of A Friendly Card.

Nel 1990, Alan Parsons realizza con Woolfson un musical intitolato "Freudiana": è l'ultimo progetto che i due elaborano insieme. Del resto, lo stesso Parsons non si ritiene soddisfatto dell'opera, che tra l'altro sarà presentata solo in un teatro di Vienna. Durante un'intervista, Parsons afferma: "Non c'è abbastanza musica rock genuina nei teatri: per averne un esempio bisognerebbe tornare a 'Tommy', negli anni Sessanta". Decide così di vendere il suo studio di registrazione, nonché diverse proprietà con l'intenzione di trasferirsi in America con la famiglia, acquistando una fattoria in California. Il progetto, tuttavia, non si concretizza e, tornato in Inghilterra, Parsons costruisce un nuovo studio.

Dopo aver realizzato un cd di testi tecnici per l'alta fedeltà, finalmente nel 1993 pubblica, col solo nome di Alan Parsons, Try Anything Once, aprendo un nuovo capitolo della sua carriera. Il suono tradizionale della Philarmonic Orchestra, infatti, viene preferito agli avanzati strumenti tecnologici del passato; inoltre, Parsons abbandona definitivamente l'elaborazione di concept album. Come in passato, si avvale di collaboratori esterni, ma in prospettiva di esibizioni dal vivo, fino ad allora inesistenti. Tra essi ricordiamo Chris Thompson dei Manfred Mann, Eric Stewart dei 10 c.c., David Park ex-Ambrosia e Jacqui Coplann: vocalist che si alternano nei vari brani, proprio come nei dischi "storici" dell'Alan Parsons Project. "Mr. Time" è una ballad ipnotica, quasi spaziale, con una perfetta simbiosi tra tastiere e chitarre; "Jigue" e "Re-jigue" risentono di influenze folk irlandesi; "Dreamscape" è una instrumental dai riflessi onirici; da ricordare, poi, la delicata "Oh Life". I pezzi sono tutti di Parsons e dell'inseparabile chitarrista Ian Bairnson.

Il 1996 è l'anno di On Air, con il quale si torna al vecchio nome, The Alan Parsons Project, e alla forma del concept album: il disco è ispirato infatti all'epopea del volo, dai fratelli Montgolfier al futuro che verrà, con la fantastica previsione di colonizzazioni di altre galassie e mondi lontani. Nel 1999 esce The Time Machine, nel quale intervengono personaggi di differente estrazione musicale, come Tony Hadley degli Spandau Ballet, Maire Brennan dei Clannad, Beverly Craven e, dulcis in fundo, il vecchio amico Colin Blunstone. Stavolta Parsons si limita esclusivamente al ruolo di produttore e ingegnere del suono, mentre Bairnson ed Elliott compongono i pezzi. The Time Machine è stato considerato dai critici il lavoro più "etereo" dai tempi di Eye In The Sky, con le sue liriche mistiche e i suoi viaggi nel tempo. La versione giapponese contiene la strumentale "Beginnings", in cui Parsons è il narratore.

Il 2004 è l'anno di A Valid Path, un album totalmente rivoluzionario nei suoni e nel team: non c'è più l'intervento di Bairnson ed Elliott, suoi collaboratori da una vita; si tratta ora di un disco solista in tutti i sensi, del quale Parsons è l'artefice indiscusso. Tra i collaboratori figurano grandi esponenti della musica elettronica, come Chrystal Method, Nortec Collective, Shpongle, ma anche musicisti storici, come David Gilmour dei Pink Floyd. Il contributo dell'elettronica è qui dominante: "Chomolungma", oltre ai sintetizzatori e alla ritmica campionata, si avvale dell'apporto del vocoder; "L'Arc En Ciel" si fonda su suoni ambientali che ricordano vagamente le sonorità di Jean-Michel Jarre; in "We Play The Game", Parsons canta e suona la chitarra; "Tijuaniac" rappresenta un bizzarro incrocio tra la musica elettronica e la tradizione messicana del mariachi; è presente, infine, una nuova versione di "Mammagamma", registrata con la collaborazione del figlio, Jeremy Parsons, valido programmatore. L'unico pezzo che risente della nostalgia del passato, è "A Recurring Dream Within A Dream", che riporta alla mente i suoni di "Pipeline" (inclusa in Ammonia Avenue) e i temi esoterici degli esordi.


Homepage
www.alanparsonsmusic.com



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